La fama di Norcia è legata principalmente alla sua antica tradizione culinaria e alla norcineria ma un motivo ancor più rilevante per visitarla è dato dalle sue bellezze storico-artistiche e naturalistiche.

Il monumento più rappresentativo della città è certamente la Basilica di San Benedetto, patrono di Norcia e Patrono principale d’Europa. Scendendo nella Cripta la suggestione è palpabile, la tradizione vuole infatti che questo sia il luogo di nascita del santo Patrono d’Europa e della sua sorella gemella, Santa Scolastica. La devozione dei nursini verso il Santo si manifesta ogni anno con un’affascinante rievocazione della storica offerta del palio da parte dei rappresentanti delle limitrofe frazioni della città.

Uno dei gioielli di Norcia è “La Castellina”, nella centralissima piazza San Benedetto, uno straordinario palazzo cinquecentesco, dall’aspetto decisamente severo ma così elegante al suo interno tanto da farci dimenticare l’austerità di facciata. Architetto della Castellina è Jacopo Barozzi, meglio noto come il Vignola, uno dei maggiori esponenti dell’architettura rinascimentale, che per volere della Chiesa progettò il palazzo nel 1554 per ospitare i governatori apostolici e successivamente i Prefetti della Montagna. La Castellina (prospiciente al palazzo del Comune, secondo la consuetudine che prevede tale disposizione dei palazzi simboli rispettivamente del potere politico e religioso) è oggi sede del Museo Civico e Diocesano, che comprende una straordinaria collezione privata di reperti archeologici e di altri rinvenuti nel piano di S. Scolastica oltre alla raccolta di opere provenienti dalle chiese del territorio, tra cui una bellissima Annunciazione di Luca della Robbia, un altare lapideo di Giovanni Dalmata ed una delle Deposizioni lignee più antiche dell’Umbria.

Un altro segno del ricco passato di Norcia e dell’importanza dei suoi ordini monastici è l’eccezionale pala di Jacopo Siculo, conservata nell’auditorium di San Francesco, raffigurante L’Incoronazione della Vergine (del 1541), versione nursina dello stesso soggetto eseguito dal Ghirlandaio per Narni.

Inoltrandovi fra i vicoli di Norcia in via Umberto troverete il “Tempietto” (risalente al 1354), interessante monumento, forse un sacello per scongiurare il pericolo della peste o un ex-voto della comunità nursina, tutto decorato con rilievi a stiacciato.

La Valnerina, come del resto tutta l’Umbria, dimostra da sempre di avere un particolare rapporto con la spiritualità, vero, sincero e profondamente sentito, tanto che la venerazione per San Benedetto, Santa Scolastica e Santa Rita ancora oggi mantengono intatti i caratteri di sempre.

L’aspetto naturalistico valorizza oltremodo il territorio nursino. Localizzata all’interno di un parco nazionale, in una posizione privilegiata dell’Appennino Umbro-Marchigiano, con ambienti di eccezionale valore ed unici per l’Italia peninsulare, Norcia è la meta privilegiata per chi ama vivere la montagna.

Iniziando a due passi dalle mura troverete subito le Marcite, un sistema di prati irrigui ideato dai monaci benedettini a partire dal VI sec. ove si riuscivano ad avere, in passato, fino a 8-9 sfalci di foraggio annui. Con l’automobile o anche a piedi (per i camminatori allenati) arriverete ad affacciarvi sugli altopiani del Pian Perduto, Pian Piccolo e Pian Grande di Castelluccio, a circa 1.400 metri di quota.

Questi paesaggi sembrano a volte sconfinati e le mete del Vettore o del Pizzo della Regina (ben oltre i 2.000 metri) che raggiungerete ve li faranno sentire vostri. L’aspetto conservazionistico riveste oggi la giusta importanza all’interno di quest’area protetta. Sono infatti presenti il lupo, l’aquila reale, il gatto selvatico, il cervo e sporadicamente l’orso bruno marsicano e la lince. Ancor più rilevante è la presenza del camoscio appenninico, fin’adesso con una coppia nell’Area Faunistica di Bolognola e presto un nucleo in libertà sulle vette più scoscese ed impervie dei Monti Sibillini.

La nostra città, oltre ad essere il luogo di partenza ideale per escursioni sui monti Sibillini lo è anche logisticamente, per chi viene più da lontano, per uscite sui monti abruzzesi della Laga (a pochissima distanza grazie al traforo di Forca Canapine), laziali del Terminillo e umbri del Subasio e Coscerno-Aspra.

Per quanto riguarda l’aspetto culiniaro scontato parlare di tartufo nero pregiato di Norcia, lenticchie IGP di Castelluccio, prosciutto di montagna IGP di Norcia, pecorino, ricotte, salami, salsicce, capocolli e quanto lungo è ancora l’elenco!!!

Insomma NORCIA, fra Toscana, Marche, Lazio e Abruzzo, con la sua natura, la sua tradizione, la sua arte, e la sua cucina è una delle perle nell’Appennino Verde della nostra Bella Italia.

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